Il sistema Proptech ridefinisce il  Real estate

15/09/2025

a cura di C-Home

Il Prop-Tech, termine che nasce in ambito anglosassone una decina di anni fa dalla fusione di “Property” e “Technology”, è un processo che non si limita all’applicazione degli strumenti tecnologici al settore del Real Estate, sospingendo invece il classico mercato immobiliare, a lungo uno tra i più arretrati settori in fatto di innovazione digitale, verso uno scenario in continua evoluzione, fatto di nuove soluzioni, nuovi servizi e prodotti.

Si è passati da un primo stadio di digitalizzazione dei dati a un’implementazione di soluzioni e-commerce e social network, che hanno facilitato l’incontro tra domanda e offerta, fino ad arrivare alla fase attuale, con l’introduzione e lo sfruttamento di tecnologie e modalità esogene rispetto al settore. Si tratta, di fatto, di un cambio di passo e di mentalità che investe non solo tutti gli aspetti legati alla concretezza degli immobili, dalla loro realizzazione alla loro commercializzazione, ma l’intera rete delle relazioni tra i soggetti interessati, costruttori, intermediari e clientela, tanto che il sistema PropTech è difficilmente imbrigliabile in una definizione univoca.


Tra i principali strumenti e i processi digitali ai quali ricorre il PropTech troviamo, oltre alle ormai popolari piattaforme di compravendita online, le applicazioni di gestione e valorizzazione immobiliare che sfruttano Big Data e Data Analytics e i più recenti strumenti di Intelligenza Artificiale (AI) e Machine Learning (ML), utili a loro volta a raccogliere e analizzare grandi volumi di dati; le blockchain, per una gestione semplificata, trasparente e sicura delle transazioni, e gli smart contract, grazie ai quali vengono codificati molti aspetti delle transazioni, con riduzioni di costi e di tempi; la Realtà Aumentata (AR) e la Realtà Virtuale (VR), che facilitano la progettazione e permettono l’accesso ai tour virtuali degli immobili; l’Internet of Things (IoT), uno strumento ormai diffuso per la gestione degli edifici smart; le innovative modalità FinTech, che supportano gli investimenti immobiliari condivisi e l’accesso al finanziamento.


Già alla fine del 2019 il report Tecnologie, strumenti e servizi innovativi per il Real Estate, realizzato da Italian PropTech Network del Politecnico di Milano sulla scia di precedenti studi condotti dall’Università di Oxford, ha individuato quattro macroaree, ancora attuali, di implementazione dell’attività PropTech: il Professional Service (che sviluppa e mette in campo soluzioni tecnologiche e servizi avanzati finalizzati a consulenza, gestione, analisi territoriali, modelli predittivi e marketing), lo Smart Real Estate (che innova l’operatività degli asset immobiliari), il Real Estate FinTech (concentrato sulle transazioni e gli investimenti immobiliari) e la Sharing Economy (un nuovo modello economico che predilige un consumo basato sullo scambio, l’utilizzo e la condivisione di beni e servizi, nella fattispecie immobiliari).


Nonostante il primato in questo mercato sia saldamente in mano agli Stati Uniti, l’Europa dimostra di avere le potenzialità per diventare un punto di riferimento, con Regno Unito, Germania e Paesi Scandinavi a fare da traino. Anche l’Italia è in movimento, passando dalla quarantina di aziende PropTech operanti nel 2018 all’attuale numero di diverse centinaia. Si tratta perlopiù di startup anche molto diversificate tra loro, ma si registra anche un numero crescente di PMI interessate da questa evoluzione. Senza contare che, sul fronte degli operatori immobiliari in generale, quelli più all’avanguardia non si limitano più all’abbonamento o all’acquisto di applicazioni PropTech, tendendo invece a realizzare soluzioni originali e ad hoc, capaci di imprimere una profonda trasformazione ai processi tradizionali e a creare valore.


Anche se nelle fasi iniziali i nuovi sistemi hanno costi piuttosto elevati per l’aggiornamento delle strutture e delle infrastrutture, oltreché per un’adeguata formazione professionale, le previsioni di crescita pubblicate dagli istituti di analisi, al netto delle inevitabili oscillazioni, sono più che ottimistiche, tanto è vero che le PropTech stanno diventando attraenti anche per gli investitori di capitali di rischio e di private equity. Zion Market Research, per esempio, ha rivisto al rialzo precedenti considerazioni sul mercato globale e pronostica per il prossimo decennio un tasso di crescita annuale composto che sfiora il 12% e un valore che passerà dai 40 miliardi circa del 2024 ai 140 del 2034 (cfr. https://www.zionmarketresearch.com/report/proptech-market).


La trasformazione tecnologica dell’immobiliare, con le conseguenti modalità operative e opportunità sempre nuove, sta rivoluzionando le interazioni con la proprietà e sta rendendo il settore più efficiente, interconnesso e pronto nel rispondere anche alle più complesse esigenze dei consumatori.

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